Elena's profileIL MIO CUORE MESSO A NUD...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 10

    making love to the snake inside my head

    E' un marzo tiepido, il cielo è coperto ma luminoso, sa come di sole filtrato attraverso un colino, di quelli che ti aspetteresti di trovare in un cascinale di campagna. Indosso il mio lungo cappotto nero a redingote. Non ho borsa, nè occhiali o portafogli, solo il mio pacchetto di camel, sul quale avvolgo la mano, nella tasca destra di nera lana. Sotto la pesantezza di quel cappotto c'è tutto quello che posseggo al mondo.
    Sbuco fuori in strada e la percorro da est a ovest, lungo il muro di cinta che conterrà la mia inquietudine, tra non molto. E' un bel pezzo a piedi, ma è la mia passeggiata preferita. Ho sempre avuto dei percorsi privilegiati lungo le vie della mia vita. Le quinte alle sceneggiature che ho scritte per me stessa. Dov'è la mia cinepresa? Dammi passi lenti e sordi. Ciak. Dammi solitudine. Ciak. Dammi un grido muto.
    qua  tutto sembra immobile nel tempo. La morte lo è di per sè stessa. Dimentichi la città alle tue spalle varcando il cancello di ferro. La ghiaia si sbriciola nel silenzio sotto i miei passi, i corvi gracchiano sui rami degli alberi calvi del viale. Quei corvi sono una delle cose che amo di più in questo posto. Della mia città in bianco e nero. Non penso a niente. Guardo. Respiro. Cammino. Scappo.

    November 12

    signora contessa preveggenza

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    Ho tenuto in serbo pugnali luccicanti che ho pazientemente affilato durante tutti questi mesi. Anni. Ho cucito la mia armatura di fili d’argento, non è robustissima, ma può reggere qualche colpo di quelli pesanti. La corsa e la fuga mi saranno ugualmente di aiuto. Dopo qualche tempo trascorso, come in un sogno, nella foresta incantata, emergo nella radura. Il cielo è grigio e bianco, basso sulla mia testa, minaccia l’imminente tempesta. Il mago malvagio e crudele è là. Intorno musica house. Mi viene voglia di ballare, di cedere ad una sensuale danza insieme a lui. Ma lui è il male, e io lo so perfettamente. Mi guarda con quegli occhi vuoti e infiniti, che non conoscono principio e pace, né morale, o rimorso. E’ un istante, e mi è già entrato in testa. Comincio a muovermi su quelle note convulse, lui resta di fronte a me, immobile, lo sguardo severo. Mi sta scrutando, analizzando.
    Il tuono, e tutto si interrompe. Via la musica, il verde dei prati, il luccichio di spade. Mi ridesto dall’incubo. Pioggia che mi cola dai capelli sul viso. Comincio a correre. Nessuno sa se vado nella sua direzione. Io, è certo, non lo so ancora .