Elena's profileIL MIO CUORE MESSO A NUD...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    December 17

    se segui la mia mente, se segui la mia mente #2

    Tutti sono peggiori degli altri, ma lei in modo particolare. Io. Che ho letto grigie e ferrose poesie crepuscolari postdannunziane postpascoliane, e ci ho trovato le verità e le bugie che facevano sesso con discreta violenza. Pareva un'orgia, di quelle tristi come un certo alcool. Come certi sprechi. Non c’è una sillaba che calzi al mio piede come il cristallo, a me è toccata la ristampa. Non mi si è spalancato lo sguardo. Perché noi riusciamo ad essere niente talmente alla perfezione. Si scivola, sulla bava densa e ancora tiepida di quegli amori bianchi e vagamente finto rassegnatamente compianti. Sembrano talmente numerosi e taglia extralarge. Fortunato chi ha un amore per paio di calzini. Io ne ho uno per cuore, e magari, fossi fortunata, per ventricolo. L’amore non è mica una polverina magica che la prendi a manciate da una borsa di cuoio e la butti a random sulle cose. Ma non mi interessa o riguarda davvero. Così mi ricompongo la mia integrità, mi riavvolgo di filo spinato elettrificato di zucchero filato. Rosa e dolciastro. Capita che qualcuno ci resti impigliato, sai?!

    La felicità non la puoi raccontare perché non ha parole. Si consuma e basta.

    Ripartire da zero è il mio modo. E oggi lo farei con un bel piantarello di quelli proprio patetici da donnina insulsa e mestruata. Il mio però lo farei senza nessuna spalla di camicia da bagnare con le mie lacrime. Faccio da me, come al solito.

    Perché ho fatto tanti sbagli e tanti ne sto ancora facendo. Perché ho fatto delle cose dato che mi si diceva di farne altre, e questa tendenza non mi è mai passata. Il tutto peggiorato dal fatto che adesso non posso aspettare lunedì per mettermi a dieta, o rischio di ritrovarmi magra a sessant’anni. Perché ho cercato di vendicarmi per gesti magari piccoli che però mi ferivano molto in profondità, dettagli di comportamenti che evidenziavano lo squallore di certi animi, nei confronti dei quali sentivo di volermi ribellare con tutte le forze. Forse anche per dimostrare a me stessa e a tutti la mia diversità.

    Perché ho voluto incendiare i ponti. E l’ho fatto.

    E’ alto il prezzo della libertà, dell’autodeterminazione, certe volte ne ho il terrore. Vedo il nero. Gli altri seguono il viaggio stando legati ad una platea rosso porpora con le cinture di sicurezza. Certe volte applaudono le evoluzioni, ma la maggior parte del tempo stanno fermi, perplessi e ammutoliti. Non so se avrò sempre il coraggio di stare sul palco a fare il buffone in questo teatrino spoglio degli anni ‘20. Magari prima o poi mi stanco e attacco la mutanda di pizzo al chiodo. Vado a lavorare a Pigalle.

    …poi suona il campanello e infilando il cappotto mi dico “Tranquilla, sono solo pensieri”.

    E comunque, Si fa presto a dire Fine.

    Fine.