Elena's profileIL MIO CUORE MESSO A NUD...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    March 25

    chi non fa non falla

    Sono lì che chiacchiero amabilmente, appollaiata sul mio sgabello. Lui sviscera di cosa sia l’intelligenza, come quando cerchi la definizione di cose astratte e imperscrutabili tipo amore o virtù. Sul come mai generalmente crediamo intelligente solo quello che riusciamo a capire, a parte le leggi della fisica quantistica che prendiamo per buone nella caritatevole eutanasia del nostro neurone ormai agonizzante. Come se partissimo dall’assoluta convinzione della nostra subitanea intelligenza. Avrei concluso - il condizionale è d’obbligo alla luce di quanto sto per affermare - che se intelligenza vuol dire curiosità, di cui è causa ed effetto, il tendere oltre, lo spingersi sempre un po’ più in là, sia la vera chiave di tutto. Per essere motivati a progredire bisogna partire da una buona dose di incertezza e dubbio. Non sente il bisogno di rimettersi in discussione chi è troppo sicuro di sé e delle sue convinzioni, e quindi non può evolversi. Ecco in buona sostanza perché ritengo profondamente stupide le persone saccenti. Per me quelli lì non hanno proprio capito un cazzo. Al massimo hanno buona memoria per imparare la lezione. Meglio che un dito in culo, direbbe qualcuno. Anche se c'è a chi piace. A me no.

    Ecco perché quando mi chiedono come la penso su un qualsiasi argomento io non so mai cosa rispondere, perché non so mai decidermi. Alla fine la mia è una forma d’intelligenza così evoluta che arriva a mettersi in discussione da sola. Tanto poi finisco per rispondermi che avevo ancora ragione io. La tesi è contemporaneamente confermata e smentita. E non fa un plissè.

    February 23

    uno sfogo personale

    Un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro berrò e ballerò fino a svenire un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro voglio piangere disperatamente un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro voglio gridare con tutta la rabbia un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro voglio spegnermi un muro un muro un muro un muro un muro la mia piscina per annegarci un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un muro un

    Ho indossato la maschera di rabbia. Sembro un po’ isterica, vorrei piangere, piagnucolare e scalciare i piedi a terra per recitare la mia parte fino in fondo. Ma soprattutto gridare.

    Sì cazzo, voglio gridare. Forte. Fino a restare senza più fiato nei polmoni. Che sei un

     

     

    BASTARDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
    AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
    AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
    RRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
    RRRRRRRRRRRRRGGGGGRGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHHHHH

     

    [E’pazzesco se ci pensi, non ci sono posti dove andare ad urlare in pace…merdaaaaaaaaaaaaaaa!!!]

     

    Solo che non ha senso essere isterici senza un pubblico.

    E poi forse conosco il tuo gioco, e non ci casco più. Ma mi fai incazzare uguale.

    La cosa triste è che se fosse vero sarei patetica io.
    Se fosse falso saresti patetico tu.
    In ogni caso siamo messi male.
    Fanculo. Merda. Cazzo. Culo. e Tette.

    [Dio, che rabbia, non riesco a smettere di essere spiritosa! Così nessuno mi prenderà mai sul serio, cazzooooooooooooooooooooooooooooo!!

     

    Non sopporto.

    Non sopporto chi, senza migliori argomentazioni da addurre, ti attacca sulle singole parole.

    Se non condividi il mio modo di pensare, di essere, argomentalo.

    Sei intelligente. [?!]

    Altrimenti taci. Almeno. Magari vattene in silenzio.

    Lasciami sola.

    E’ piu’ rapido. E’ piu’ degno.

    Devo averti fatto davvero male per generare tanta rabbia. Cosi' cupa, coriacea, infaticabile.

    Non l’ho fatto apposta.

    February 01

    tu prova ad avere un mondo nel cuore

    Vai a una giornata tutta per te. Domestica come un vecchio cane ispido. Che dopo tutte quelle che hai passato, nessuno intorno che ti accarezzi, anche perché li hai allontanati tutti a pallettoni nel culo, decidi di coccolarti un po’ da te.

    Chiudi porte e telefoni a 50 mandate. Gironzoli per casa, vai in cucina e ti fai veloce ciobar, impaziente, pregustando il momento nella mente. Ti siedi sul divano e accendi un attimo la tivù - vediamo che è successo oggi lontano da qua - , e mentre mastichi cioccolata e ricecrisbis, ti domandi se di questa giornata ne hai poi voglia davvero. E pensi che no, in fondo in fondo no. Insostenibile malessere dell’essere. Dannatamente sempre. Resisti all’annientamento della ricerca di significato e valore nelle cose.

     

    Giri il canale. - Cacchio, oggi ho il cinema sky e fanno Anna Frank. - I casi della vita. Un giorno qualunque di un tempo fa pensasti al libro, al vecchio film degli anni 60’ e ti assalì un improvviso desiderio di noleggiarlo. Non ti sei mai mossa, però, e  hai sempre finito per accantonare l’idea nel dimenticatoio in cui risiedono la stragrande maggioranza dei pensieri che popolano la tua mente. E poi, casualmente, completamente ignara dell’esistenza di una versione moderna del suddetto film, e soprattutto della sua messa in onda sul grande circuito sky (e che Dio lo benedica) ti fermi un attimo a riflettere sugli stani messaggi subliminali che di tanto in tanto ti vengono sbattuti in faccia a cinque dita. Rifletti intorno al grande Maestro caso. O destino. O tempo. O semplicemente, intorno al fluire di Eventi e situazioni.

     

    Piangi.

    Vulnerabile e troppo sensibile per reggere l’affinità che lega due anime. Troppo delicata per supportare il peso dell’aridità che riveste la spoglia nuda cruda realtà, della Vita, dell’esistenza, del mondo, dell’ordine delle cose. Fa paura. Non tanto il visibile, quanto l’essenza stretta stridente intima di ciò che adesso percepisci tangibile e concreto, nonostante la cosciente consapevolezza di avere occhi ancora troppo deboli e immaturi, o forse solo incapaci a reggere il senso di alienazione passata presente e futura di cui ti sei fatta carico (senza volerlo).

      

    Vai di là, accendi le candele, che facciano luce quel tanto per permetterti di leggere. Sigarette e posacenere sul bordo a destra,camomilla “dolci nanne” su quello a sinistra, libro divino che se potessi te lo divoreresti a morsi. Libro che già tratti come prezioso cimelio di tassello della tua vita.

    Accendi una sigaretta e cominci a leggere.

    Tuono. Scroscio dell’acqua sull’asfalto. Lava lo schifo di questa città. Lava lo schifo che c’è dentro di te. Azzera il contatore.
    Non leggi più. Fermi tutto, fermi tutti. Fermeresti il tempo. Ti godi quest’attimo di miracolo. Non esiste più niente. Godi.

     

    November 10

    Brandy parla

    Esiste solo gente. Gente rompicoglioni, gente generosa, gente allegra, gente incazzosa. Ma soprattutto esiste solo gente egoista ed egocentrica. Non lo siamo tutti? Gente che si sente incompresa, gente che si sente speciale. Speciale una cippa. Siamo davvero speciali quando non abbiamo più questo fottuto bisogno di dimostrare che siamo unici. La vera virtù, che è rara per definizione, sta nell’intelligenza di capire che sei uguale e diverso a tutti gli altri piccoli patetici risibili insignificanti mediocri esserini dell’universo. Che cos’hai dimostrato per sentirti così un solo sole? Che forse hai vinto il nobel per la pace, scoperto la 5° dimensione, l’antidoto per il cancro? Hai concluso qualcosa nella tua cazzo di vita? Sei riuscito a farti stare bene almeno tu, oltre ad avere calpestato e usato come trampolino per sembrare più alto quelli che ti sono capitati a tiro? Perché non riusciamo a smettere di pensare alle nostre vite come a qualcosa di così prezioso e insostituibile, quando la nostra morte nella realtà dei fatti non cambierà nulla e al nostro funerale ci verranno sì e no 30 persone?! Perché non la smetti di lamentarti e volgi lo sguardo a chi intorno a te ha bisogno, e cerchi per una fottuta volta di renderti utile, di combinare qualcosa, di regalare un sorriso, invece di richiamare sempre l’attenzione sulle tue cazzate? Aiuterebbe anche te, sai? Forse se tu ti sentissi utile la pianteresti, daresti finalmente un senso alla tua vana esistenza.

     

    [“Qualche volta il modo migliore per avere a che fare con la merda, dice, è non considerare sé stessi come un piccolo premio prezioso.”

    “Quello che voglio dire” dice Brandy, “è che non puoi evitare il mondo, e non sei responsabile dell’aspetto che hai, se sei belloccia o brutta come la fame. Non sei responsabile per come ti senti o per cosa dici o per come ti comporti o per qualsiasi cosa fai. E’ tutto fuori dal tuo controllo” dice Brandy.
    Allo stesso modo che un compact disk non è responsabile per quello che c’è registrato sopra, noi siamo così. Sei libera di agire quanto un computer programmato. Sei unica quanto una banconota da un dollaro.

    […]
    Niente di te è tuo fino in fondo. Tutto di te è ereditato.

    “Rilassati” dice Brandy. “Qualsiasi cosa tu stia pensando, un milione di persone l’hanno già pensata. Qualsiasi cosa tu faccia, altri lo stanno già facendo, e niente di te è responsabile. Tutto di te è sforzo cooperativo”.

    […]

    “Sei un prodotto del nostro linguaggio” dice Brandy “e di come sono le nostre leggi e di come crediamo che Dio ci volgia. Ogni minima molecola di te è già stata pensata da qualche milione di persone prima di te” dice lei. “Qualsiasi cosa tu faccia è noiosa e vecchia e va perfettamente bene. Vai sul sicuro perché sei intrappolata dentro la tua cultura. Qualsiasi cosa tu concepisca va bene perché riesci a concepirla. Non riesci a immaginare nessuna via di fuga. Non c’è via di scampo” dice Brandy.

    “Il mondo” dice Brandy “è la tua culla e la tua trappola”.]

    Invisible Monsters

     

    Non tutti, forse nessuno, capiranno esattamente ciò che io pensavo quando ho meditato questo post, ma non è scritto da nessunissima parte che il mio modo di vedere sia quello giusto, né soprattutto l’unico possibile. A condizione che sia stata in grado di esprimermi correttamente, chiaro.

    Che siano benedetti quelli che hanno voglia e pazienza di smentirmi, riuscendo a farmi vedere le cose sotto la luce di un lampione diverso da quello sotto il quale stazionavo immobile io.

    Senza nome